“A different Vision on Fashion Photography” (Maria Nesci)
PETER LINDBERGH
Duecento capolavori di Peter Lindbergh sono esposti alla Reggia di Venaria, realizzati dal 1978 a oggi . La mostra è stata aperta il 7 Ottobre 2017 e terminerà il 4 Dicembre 2018.
Oltre alle fotografie di Lindbergh sono anche esposti i suoi appunti personali, i provini e le sue polaroid. La mostra è divisa in diverse sezioni: Supermodel, Stilisti, Danza, Camera Oscura, L’ignoto, Il grande schermo, Icone.
(Oggetti personali di Peter)
Intervista a Sana Lavrov, la responsabile del progetto della mostra di Peter Lindbergh.
- Chi è Peter Lindbergh ?
“Peter Lindbergh viene considerato un fotografo di moda tedesco, ma lui detesta essere chiamato così. Non si definisce un esperto di moda, ma un esperto di donna, e si occupa della sua interpretazione nel mondo della moda. Peter non cerca la donna perfetta, ma cerca la bellezza nell’imperfezione.
Se dovessi definire Peter con una sola parola direi che è un abbraccio, perchè come abbraccia lui non abbraccia nessuno, una persona che mi ha dato cosi tanto.”
(Peter Lindbergh)
Già dal titolo della mostra “A different Vision on Fashion Photography” si capisce che le opere di Peter hanno rivoluzionato il mondo di fotografia della moda.
Il lavoro di Lindbergh è noto soprattutto per i suoi ritratti semplici.
Un'immagine in particolare mostrava delle modelle vestite con delle camicie bianche.
Dapprima fu rifiutata da Vogue nel 1988, perché era uno stile del tutto innovativo e non rispecchiava le richieste di quel tempo in una rivista. Peter voleva mostrare la donna naturale e indipendente, invece Vogue si dedicava a mostrare una donna sempre molto elegante.
Le sue immagini furono uno shock, in contrasto con le altre foto di moda, anni di ritratti curati e perfetti, definiti con precisioni e di modelle affascinanti.
(Estelle Lefébure, Karen Alexander, Rachel Williams,
Linda Evangelista, Tatjana Patitz & Christy Turlington, Santa Monica.)
“Peter stava offrendo una nuova interpretazione delle donne, senza prestare troppa attenzione all'abbigliamento, pensava che se si togliesse l'artificio e la moda, si può vedere la persona reale.”
Il suo mondo era rappresentato dall'assenza dell'uomo in orizzonte per sottolineare ancora una volta la potenza e l'indipendenza della donna. L’idealizzazione delle donne ha fatto si che Lindbergh si distinguesse dagli altri fotografi, perché privilegiava l’anima e la personalità dei suoi soggetti. Ha modificato gli standard della fotografia della moda, preferendo un volto del tutto privo di trucco e servendosi solamente della bellezza della donna fotografata.
(Nadja Auermann)
3. Anche la fotografia di moda italiana è stata influenzata ?
“Peter Lindbergh ha cambiato totalmente lo stile della moda di tutto il mondo, nel 1988, lavora per la copertina di Vogue, in un primo momento la foto fu rifiutata, ma due anni dopo tutte le copertine di Vogue mostravano modelle struccate e naturali dal camice bianco”
4. Perché utilizza molto il bianco e nero ?
Peter Lindbergh rifiuta l'eccesso di accessori di scena. Secondo il fotografo una foto a colori sembra solo una pubblicità di cosmetici.Il bianco e nero possiamo dire che è l’effetto riconosciuto come la firma dell’autore .
Lindbergh è un maestro nel bilanciare i valori del bianco e nero, rappresentando le sfumature e i contorni del corpo al fine di catture l'aspetto autentico delle sue modelle.
(Milla Jovovich)
5. Quali legami ha il fotografo con l’Italia ?
“Peter ha collaborato con molte marche italiane di moda. Franca Sozzani, capo redattore di Vogue Italia dal 1988 al 2016, che ha lavorato con il fotografo fin dai primi anni del 1980, spiega:
"Peter è un fotografo che lascerà il segno nella storia della fotografia perchè non è legato alle mode. Ha la propria identità: non è un fotografo di moda, ha usato la moda per parlare alle donne e per parlare di donne, che è molto diverso".
Dopo la sua morte si chiudeva in camera oscura a vedere le sue foto, restava lì davanti immobile a guardarle con le lacrime che gli rigano la guancia .
"Peter è un fotografo che lascerà il segno nella storia della fotografia perchè non è legato alle mode. Ha la propria identità: non è un fotografo di moda, ha usato la moda per parlare alle donne e per parlare di donne, che è molto diverso".Dopo la sua morte si chiudeva in camera oscura a vedere le sue foto, restava lì davanti immobile a guardarle con le lacrime che gli rigano la guancia .
Era legato all’Italia non solo per un legame affettivo, ma anche perchè era innamorato delle città italiane, in particolare di Roma".
( Peter Lindbergh alla Reggia di Venaria)
6. Qual’è il momento più bello che hai passato con lui ?
“Durante un gala, un evento molto importante ed elegante, ho indossato i tacchi alti per tutta la sera.
Alla fine della serata, con la sala quasi vuota, mi sono tolta le scarpe e avevo molto male ai piedi. Ero seduta in terrazza quando lui mi raggiunge , mi guarda e mi dice: “ Cosa ti ha dato questi dieci centimetri in più?” ed io con tutta sincerità ho risposto: “ Solamente tanto dolore”, lui mi sorride e mi dice“Devi essere sempre te stessa”. Per lui una donna è bella così com’è."
7. Quando è nata l’idea della mostra ?
“Io ho conosciuto Peter due anni fa, quando è nata l’idea della mostra, sono diventata la responsabile del progetto e ho deciso di esporre la mostra a Torino per portare tutta l’Italia a vederla.
La prima edizione si trovava a Rotterdam e in quell’occasione ho avuto l’onore di incontrare Peter per la mia prima volta. La disposizione delle fotografie era molto simile all’ esposizione a Venaria, con alcune modifiche. In questa edizione, durante la sua inaugurazione erano presenti tutte le protagoniste delle foto di Peter, tra cui c’era anche Tina Turner, la madrina della mostra .
La seconda edizione si tenne a Monaco di Baviera, Peter nel frattempo si trovava a Torino per vistare la Reggia di Venaria, all’inizio non era molto convinto, poi alla fine della preparazione fu soddisfatto.”
(PeterLindbergh)
8. Si può considerare Kate Moss il simbolo della mostra ?
“La foto di Kate Moss appare in tutte le vie di Torino, per questo motivo viene considerata la foto simbolica di tutta la mostra, ma in realtà non e così. Peter ha scelto il suo volto come rappresentazione, perchè secondo lui non è una modella, ma un’attrice di emozioni .
Peter adora qualsiasi sua foto, ma come ogni fotografo ha quelle poche foto scattate nel cuore.
Spesso si ferma ad osservare la foto di Pina Baucher, la considera un’enciclopedia della vita, osserva ogni suo particolare e ogni sua imperfezione.
Il volto di Mila Jovovich è un’altra foto che gli rapisce sempre lo sguardo, si trova all’inizio della mostra ; la modella aveva solo 13 anni quando ha scattato le sue prime foto e per renderle più spontanee possibile le dice di gridare
e lei con molta passione urla “Voglio diventare una star!”
( Pina Baush )
A cura di Maria Nesci



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